La Germania blinda i confini

La Germania ha deciso di intensificare i controlli su tutti i propri confini terrestri, con l’obiettivo di limitare l’immigrazione irregolare nel paese. Il governo Scholz cerca in questo modo di parare l’enorme colpo che proviene dai risultati delle elezioni in Turingia, dove la vittoria dell’AfD ha mostrato, se ancora ce ne fosse necessità, che il problema legato all’immigrazione irregolare e al fondamentalismo islamico ha un peso enorme agli occhi dei cittadini tedeschi (ed europei in generale). I sondaggi mostrano che si tratta della principale preoccupazione degli elettori anche nel Land del Brandeburgo, dove si terranno le elezioni tra due settimane.

Ecco allora che il governo tedesco cerca di riallineare le proprie politiche: "Stiamo rafforzando la sicurezza interna e mantenendo la nostra linea dura contro l'immigrazione irregolare", ha affermato ieri il ministro degli Interni Nancy Faeser, segnalando che la Germania ha già provveduto ad avvisare la Commissione e i paesi limitrofi circa le proprie intenzioni. Il rafforzamento dei controlli lungo le frontiere, di fatto una sospensione delle previsioni di libera circolazione dell’Area Schengen, inizierà il 16 settembre, con una durata inizialmente prevista di 6 mesi.


La stretta prevista trova la propria copertura giuridica in quanto contemplato dall’art. 2 comma 2 della “Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen del 14 giugno 1985” che disciplina: “…per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale, una Parte contraente può, previa consultazione delle altre Parti contraenti, decidere che, per un periodo limitato, alle frontiere interne siano effettuati controlli di frontiera nazionali adeguati alla situazione. Se per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale s'impone un'azione immediata, la Parte contraente interessata adotta le misure necessarie e ne informa il più rapidamente possibile le altre Parti contraenti”.
Ad oggi, sono diversi gli stati europei che hanno in essere aumenti dei controlli alle frontiere interne, basate sul sopra citato articolo:
  • l’Austria, citando la pressione sul sistema di accoglienza e di asilo, nonché i problemi di sicurezza esacerbati da gruppi terroristici e reti criminali legate alla guerra in Ucraina, ha introdotto un inasprimento dei controlli sulle frontiere con Slovacchia e Repubblica Ceca (fino al 15 ottobre) e con Slovenia e Ungheria (fino all’11 novembre)
  • la Danimarca, citando potenziali minacce terroristiche legate alla guerra di Gaza, nonché rischi di spionaggio russo, ha potenziato i controlli del transito via terra e via mare dalla Germania (fino all'11 novembre)
  • la Francia ha introdotto controlli alle frontiere con tutti i paesi dell’Area Schengen a causa delle pressioni sul proprio sistema di accoglienza e alle minacce di terrorismo (fino al 31 ottobre)
  • l’Italia ha attivato controlli alle frontiere, dopo che Roma ha espresso preoccupazione per le attività terroristiche, la guerra in Ucraina e i rischi di violenza legati alla presidenza italiana del G7 (fino al 18 dicembre)
  • la Slovenia ha istituito controlli alle frontiere con Croazia e Ungheria, adducendo il deterioramento della situazione della sicurezza in Medio Oriente e in Ucraina, l'elevata minaccia del terrorismo e la criminalità organizzata nei Balcani occidentali (fino al 21 dicembre)
  • la Svezia ha rafforzato i controlli alle frontiere, adducendo come motivazione l'aumento dei rischi di violenza, compresi attacchi antisemiti, a seguito del conflitto di Gaza (fino all’11 novembre).

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